In collaborazione con Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità
Quali fattori impediscono la conciliazione vita-lavoro per le donne che lavorano?
Rete dei servizi inadeguata (asili nido, scuole materne, case di cura per anziani, servizi territoriali per la cura degli anziani, ecc.) 18%
Organizzazione del lavoro non adeguata alla conciliazione (orari rigidi, ecc.) 15%
Politiche per la famiglia poco incisive o inadeguate 14%
Divisione ancora molto rigida dei ruoli all’interno della famiglia 11%
Sovraccarico del lavoro domestico e di cura per le donne 10%
Utilizzo del congedo parentale ostacolato dai datori di lavoro o da altre cause (bassa remunerazione, scarsi incentivi, ecc) 10%
Bassa diffusione del contratto di lavoro part-time 9%
Bassa spesa sociale 6%
Crisi delle reti di solidarietà parentali e amicali 5%
Mancanza di un congedo di paternità proprio dei padri 3%
Sondaggio chiuso il 25/07/2007
Una rete di servizi insufficiente e l’organizzazione del lavoro troppo rigida, che non lascia spazio alla flessibilità: sono questi i fattori che più di altri impediscono l’effettiva conciliazione della vita professionale e familiare delle donne che lavorano.
A rispondere sono stati i cittadini italiani che hanno partecipato al sondaggio del Portale del Cittadino, messo a punto in collaborazione col Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, e che si è concluso nel luglio scorso.
Gli utenti del sondaggio (che – ricordiamo – non ha un valore statistico) lamentano anzitutto la carenza di strutture e servizi come asili nido, scuole materne, case di cura per anziani, perché il lavoro di cura ricade ancora oggi per la quasi totalità sulle spalle delle donne: il 18% dei cittadini e delle cittadine lo ritiene il principale fattore di impedimento della conciliazione vita-lavoro.
Vengono considerate inadeguate anche l’organizzazione del lavoro, considerata poco flessibile dal 15% dei votanti, e le politiche per la famiglia finora messe in campo (14%).
In molti ritengono che influisca in maniera negativa sulla conciliazione vita-lavoro delle donne anche il fattore culturale: per l’11% la divisione dei ruoli all’interno nella famiglia è ancora troppo rigida e tocca ancora una volta alle donne sopportare la maggior parte del lavoro domestico e di cura (10%).
Sul fronte professionale, il 10% denuncia la scarsa efficacia del congedo parentale, ostacolato dai datori di lavoro o da altre cause, mentre risulta meno sentita l’esigenza di una maggiore diffusione del contratto part-time (9%).
I risultati della consultazione hanno offerto spunti di riflessione utili su un tema delicato e di grande rilevanza per l’opinione pubblica e contribuiranno alla programmazione di interventi mirati e politiche efficaci.
26 ottobre 2007