Archivio per Novembre 2007

Sondaggio conciliazione vita-lavoro

13 Novembre 2007

In collaborazione con Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità

Quali fattori impediscono la conciliazione vita-lavoro per le donne che lavorano?
Rete dei servizi inadeguata (asili nido, scuole materne, case di cura per anziani, servizi territoriali per la cura degli anziani, ecc.) 18%
Organizzazione del lavoro non adeguata alla conciliazione (orari rigidi, ecc.) 15%
Politiche per la famiglia poco incisive o inadeguate 14%
Divisione ancora molto rigida dei ruoli all’interno della famiglia 11%
Sovraccarico del lavoro domestico e di cura per le donne 10%
Utilizzo del congedo parentale ostacolato dai datori di lavoro o da altre cause (bassa remunerazione, scarsi incentivi, ecc) 10%
Bassa diffusione del contratto di lavoro part-time 9%
Bassa spesa sociale 6%
Crisi delle reti di solidarietà parentali e amicali 5%
Mancanza di un congedo di paternità proprio dei padri 3%

Sondaggio chiuso il 25/07/2007

Una rete di servizi insufficiente e l’organizzazione del lavoro troppo rigida, che non lascia spazio alla flessibilità: sono questi i fattori che più di altri impediscono l’effettiva conciliazione della vita professionale e familiare delle donne che lavorano.

A rispondere sono stati i cittadini italiani che hanno partecipato al sondaggio del Portale del Cittadino, messo a punto in collaborazione col Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, e che si è concluso nel luglio scorso.

Gli utenti del sondaggio (che – ricordiamo – non ha un valore statistico) lamentano anzitutto la carenza di strutture e servizi come asili nido, scuole materne, case di cura per anziani, perché il lavoro di cura ricade ancora oggi per la quasi totalità sulle spalle delle donne: il 18% dei cittadini e delle cittadine lo ritiene il principale fattore di impedimento della conciliazione vita-lavoro.

Vengono considerate inadeguate anche l’organizzazione del lavoro, considerata poco flessibile dal 15% dei votanti, e le politiche per la famiglia finora messe in campo (14%).

In molti ritengono che influisca in maniera negativa sulla conciliazione vita-lavoro delle donne anche il fattore culturale: per l’11% la divisione dei ruoli all’interno nella famiglia è ancora troppo rigida e tocca ancora una volta alle donne sopportare la maggior parte del lavoro domestico e di cura (10%).

Sul fronte professionale, il 10% denuncia la scarsa efficacia del congedo parentale, ostacolato dai datori di lavoro o da altre cause, mentre risulta meno sentita l’esigenza di una maggiore diffusione del contratto part-time (9%).

I risultati della consultazione hanno offerto spunti di riflessione utili su un tema delicato e di grande rilevanza per l’opinione pubblica e contribuiranno alla programmazione di interventi mirati e politiche efficaci.

26 ottobre 2007

Misure per la modernizzazione e la semplificazione della amministrazioni pubbliche

13 Novembre 2007

Il testo del disegno di legge

Il disegno di legge è coerente con il quadro già delineato con il DPEF e con i provvedimenti del Governo in materia di liberalizzazioni approvati nella prima fase della legislatura. Il provvedimento interviene infatti in forma più strutturale ed organica rispetto al passato sul processo di semplificazione e modernizzazione della P.A., coordinando un insieme di interventi destinati a cambiare profondamente il rapporto tra le amministrazioni pubbliche e cittadini.

Va sottolineata innanzitutto la scelta di riformulare le norme della legge n. 241 del 1990 sui tempi dei procedimenti amministrativi , con la fissazione di termini per la conclusione dei procedimenti più certi e brevi, in ogni caso non superiori a 180 giorni. Vengono poi accelerati i processi diretti alla realizzazione e utilizzazione dei sistemi di protocollo informatico volti all’eliminazione dei flussi documentali di cartaceo.

A seguito delle modifiche introdotte dalla Camera, si segnalano almeno tre aspetti che avranno un impatto fortemente positivo in favore di cittadini e imprese-utenti.

• In primo luogo, si sottolinea l’estensione delle norme della legge 241 del 1990 sulla trasparenza amministrativa ai gestori pubblici o privati di servizi di pubblica utilità e agli altri soggetti privati – quali i concessionari e le società con totale o prevalente capitale pubblico.

• Rientrano in questo ambito le misure volte alla riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi mediante una ampia rivisitazione della disciplina attualmente vigente; ma anche – ed è forse questo l’aspetto più innovativo – la previsione di “multe” a carico della PA e degli altri soggetti ad essa assimilati,e a favore dei cittadini in caso di inosservanza dei termini dei procedimenti amministrativi.

• E’ istituita presso il Cnel, in sintonia con il Memorandum sul lavoro pubblico recentemente sottoscritto tra Governo e organizzazioni sindacali, una Commissione indipendente di alto profilo tecnico, che avrà il compito di valutare e contribuire al miglioramento della qualità dei servizi resi dalla pubblica amministrazione con riferimento alla soddisfazione dei cittadini e delle imprese che ne sono destinatari principali. La Commissione si avvarrà a questo fine dell’attività di valutazione già svolta da tutti gli organismi pubblici ad essi preposti settorialmente. Alla sua istituzione si accompagna una delega legislativa al Governo per il riordino della disciplina dei controlli interni nel settore pubblico.

• Il provvedimento, inoltre, interviene in materia di semplificazione dei controlli amministrativi in materia ambientale sulle imprese certificate ISO 14001, affidando ad un regolamento governativo l’individuazione dei controlli di qualità che possono essere sostituiti da quelli già svolti dai soggetti certificatori, in un’ottica di semplificazione degli oneri burocratici certamente positiva per tutto il mondo imprenditoriale.

• Il ‘pacchetto Nicolais’ individua, infine, con l’articolo 10, una serie di misure per la piena digitalizzazione degli atti e dei documenti nell’ambito del processo amministrativo, contabile e tributario, dopo una rapida fase di sperimentazione, rendendo effettivo l’obbligo di depositare in formato elettronico per via telematica gli atti o i documenti offerti in documentazione dalle parti nel corso del processo; viene inoltre confererita al Governo una delega legislativa per il riordino della normativa sulle comunicazioni e sulle notificazioni in modo di adeguarle alle altre disposizioni del ‘processo telematico’.

DOMANDE FREQUENTI SUL DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE

12 Novembre 2007

Cos’è il modulo di accompagnamento? Quando lo riceveremo?Il Modulo di accompagnamento è il documento con il quale il vertice dell’amministrazione o del settore approva il documento di partecipazione. Lo alleghiamo.

Se il numero di pagine non è sufficiente si possono aggiungere allegati?Il numero massimo indicato di pagine deve essere considerato tassativo e non bisogna aggiungere allegati. Il documento deve essere sintetico ma nello stesso tempo esaustivo e soprattutto chiaro, perché dovrà essere facilmente comprensibile dai destinatari del documento: i valutatori, il personale e tutti gli stakeholder.
Occorre tener presente che, in mancanza di un documento ben costruito, il team di valutazione avrebbe bisogno di una visita sul posto di diversi giorni per poter assicurare una valutazione completa e non approssimativa, cosa nella realtà non praticabile per motivi di disponibilità dei valutatori, e di impegno di risorse da parte dell’Amministrazione.

In cosa consistono le Evidenze?
Le evidenze sono rappresentate da documenti, dati, tabelle, e da tutto quanto può fornire supporto alle descrizioni e alla valutazione.

Qual è la differenza tra Rapporto di Autovalutazione e Documento di Partecipazione?
La stesura del rapporto di autovalutazione differisce dalla stesura del Documento di Partecipazione.
Si tratta di approcci complementari, non alternativi.
Nel primo caso si tratta di autovalutazione diagnostica, nel secondo caso l’organizzazione concorre ad un premio e quindi stende il rapporto di partecipazione esattamente secondo i criteri prescritti dalla guida del premio stesso.
Bisogna tenere presente che nel caso dei Premi la guida alla valutazione e la struttura del rapporto finale sono concepite per rendere la valutazione agevole a chi non conosce l’organizzazione (valutatori esterni che devono compiere la valutazione in tempi brevi).
Nella stesura del Documento di Partecipazione tuttavia, si può considerare opportuno e utile stendere preventivamente il Rapporto di Autovalutazione (redatto secondo la struttura del Modello Caf e contenente gli schemi per la valutazione dei fattori abilitanti e per la valutazione dei risultati con i relativi punteggi) per poi decidere, sulla base degli aspetti emersi come deboli, se sia opportuno sviluppare subito progetti di miglioramento giudicati prioritari o urgenti.
L’organizzazione quindi può attribuirsi, secondo il panel relativo ai Fattori abilitanti e/o ai risultati, al termine di ogni criterio, il relativo punteggio (autovalutazione).
Diversa invece è la valutazione esterna che sarà eseguita dai valutatori.

Nel caso in cui si faccia l’autovalutazione è possibile ricevere linee guida e altri materiali?
Su richiesta lo Staff del premio invierà alle amministrazioni le linee guida per l’autovalutazione e i questionari sui fattori e sui processi utilizzati durante l’esperienza laboratoriale del Progetto percorsi di Qualità.

Esiste un format del documento di partecipazione?
Il documento di partecipazione deve seguire la struttura del modello CAF 2006. I 28 sotto criteri del modello CAF possono costituire 28 paragrafi che si riferiscono a 9 capitoli identificati con i 9 criteri. Bisogna riportare il titolo del criterio e del sottocriterio mantenendo una certa discorsività.
SI CONSIGLIA DI UTILIZZARE COME ESEMPIO LA DESCRIZIONE DEI FATTORI RELATIVA AL CRITERIO 1.1 PRESENTATA AGLI INCONTRI DI APPROFONDIMENTO.

E’possibile avere un feedback sulla bozza del documento di partecipazione?
No, non è possibile per non creare asimmetrie informative tra tutte le amministrazioni partecipanti.
Lo staff del Premio può dare indicazioni in merito all’impostazione generale del documento ma non in merito ai contenuti e alla congruità di questi rispetto ai diversi criteri del modello.

E’possibile organizzare incontri di approfondimento in merito alla stesura del documento presso l’amministrazione candidata?
No, non è possibile per lo stesso motivo indicato nella domanda precedente.

DOMANDE SUL PREMIOE’ possibile avere l’elenco degli ammessi?
L’elenco degli ammessi viene fornito su richiesta delle singole amministrazioni.

E’ possibile essere messi in contatto con amministrazioni che hanno partecipato/stanno partecipando al premio?
Lo Staff del premio provvede a fornire i riferimenti su richiesta o a fare da intermediario tra gli enti.

Se al premio partecipa un settore, quale leadership viene coinvolta?
Se il documento di partecipazione descrive il settore e l’autovalutazione viene realizzata sul settore specifico la leadership coinvolta è quella del settore in oggetto. Analogamente tutti i criteri analizzati dal modello devono essere applicati al settore.

Le amministrazioni partecipanti saranno premiate per categoria?

Sono previsti al massimo due premi per categoria che saranno determinati a partire dalle amministrazioni finaliste in ciascuna categoria.


In cosa consiste il Premio?

Il Premio non è di natura economica ma consisterà in una valorizzazione degli enti premiati e in una diffusione delle prassi migliori. Le amministrazioni vincitrici rappresenteranno un punto di riferimento e saranno utilizzate come casi di eccellenza in attività formative, seminari, incontri, occasioni di dibattito.

DOMANDE GENERALI

Come sposare il percorso di certificazione ISO con il percorso di autovalutazione condotto con il CAF?
Il percorso verso il miglioramento deve essere considerato un processo dinamico che non ha limiti di livello ma tende all’eccellenza. I due percorsi possono integrarsi anche se seguono logiche differenti. In particolare le ultime ISO 9000:2000 hanno previsto un importante passo avanti circa la possibilità di integrazione con altri sistemi di valutazione della qualità, quale ad esempio il MCQ (Miglioramento Continuo della Qualità). In questo senso il sistema qualità ispirato alle ISO 9000 può essere considerato una prima importante tappa di avvicinamento al più complesso sistema della qualità totale. Gli esperti del TQM ritengono che l’applicazione delle norme ISO sia compatibile ed addirittura propedeutica alla gestione manageriale della qualità realizzata nei sistemi di qualità totale.

Qual è la differenza tra i modelli TQM e ISO?
Le ISO 9000 (International Standards for Organizations) sono norme di applicazione generale che possono essere adattate a tutti i settori produttivi di beni e servizi e sono utilizzate quando esiste la necessità di dimostrare la propria capacità di progettazione e fornitura di un prodotto conforme
Nella certificazione prevale il controllo esterno ad opera di un organismo indipendente che certifica la conformità a determinati standard e costituisce il momento finale di un processo di riorganizzazione aziendale realizzato in conformità alle norme ISO.
Ponendo a confronto le due diverse metodologie (ISO e TQM) si evidenzia che rispetto alla politica della leadership, nonché all’analisi dei processi e dei risultati, le ISO coprano solo una parte dell’attività di valutazione e miglioramento, in quanto trascurano la soddisfazione dei dipendenti, la soddisfazione dei clienti e l’impatto sulla società, elementi che invece fanno parte del TQM.
Sinteticamente si riportano alcune delle principali differenze tra le due metodologie:Le ISO 9000 sono un modello di assicurazione della qualità mentre il TQM è un modello di eccellenza aziendale; Le ISO valutano prassi strutturate e rispondenti a determinati standard, il TQM valuta l’efficacia delle prassi organizzative attraverso l’utilizzo di strumenti di autovalutazione. L’obiettivo delle ISO è la certificazione quello del TQM è il miglioramento continuo.

…una occasione di confronto

12 Novembre 2007

Una grande occasione di confronto e dialogo proficuo
tra chi fa e chi usa il Sistema Pubblico o Pubblica Amministrazione.

Cerchiamo in questo modo di rendere attivi e dialoganti realtà che spesso sembrano avere interessi contrastanti, di creare uno scambio proficuo e vantaggioso sia per tutti i nostri clienti che per una azienda, l’Inps, che deve muoversi nei limiti imposti da leggi e regolamenti che la realtà quotidiana avverte spesso obsoleti.